MariettaRobustiSiamo negli anni a cavallo tra ‘400 e ‘500 e alle donne era precluso lo studio e la pratica delle discipline scientifiche oltre al categorico divieto di apprendistato in bottega, tutte attività utili per poter apprendere le regole geometriche, in particolar modo la prospettiva.

Solo coloro che erano figlie di artisti, potevano avere l’opportunità di fare pratica presso la bottega paterna, sempre se il padre dava loro questa possibilità. Questo è il caso di Antonia Uccello (, figlia del pittore fiorentino Paolo Uccello.

Lo stesso Vasari racconta della figlia di Paolo Uccello, specificando le sue abilità nel disegno e che, divenuta suora carmelitana, alla sua morte è stata registrata come “pittoressa”.

 

Stessa sorte, diversa solo per essere più conosciuta, la condivide la  “Tintoretta”  Marietta Robusti (1554 – 1590) figlia del noto Jacopo Robusti detto il Tintoretto. Figlia prediletta e amata dal Tintoretto, da bambina Marietta accompagnava il padre in bottega, vestendosi da maschio. Accompagnava il padre ovunque, imparò l’arte del disegno e della pittura e divenne ben presto, il suo principale aiuto. Pittrice, musicista ma soprattutto ritrattista, la sua fama era tale all’epoca che ricevette inviti a corte da FIlippo II re di Spagna e Massimiliano II d’Austria. Possibilità prestigiosa ma negata dal padre, che le impedì di viaggiare e cerco anzi, di sistemarla con un matrimonio frettoloso per poterle trovare una situazione stabile e confacente. Si sposò con Marco Augusta, gioielliere tedesco e da lui ebbe un figlio che morì pochi mesi dopo la nascita. Non riuscì mai a sopportare il lutto.marietta-robusti-autoritratto-uffizi

Morì giovane, a trent’anni, un trauma per il Tintoretto che si trova a sopravvivere alla figlia prediletta. Ella venne seppellita a Venezia, nella Chiesa della Madonna dell’Orto dove ora riposa anche suo padre.

Sono diverse le storie di giovani figlie di artisti che, nonostante la grande possibilità di fare pratica presso la bottega del padre, non ottennero la gloria dei loro genitori e colleghi uomini. Se di Antonia non abbiamo opere certificate, di Marietta ne abbiamo soltanto una certa, un Autoritratto conservato agli Uffizi poi nel 1920 si riscopre sua anche la tela “Ritratto di uomo anziano con un ragazzo”, per le altre opere, ci sono svariate ipotesi e analisi di tele con la sola firma “m”.

La disputa è ancora aperta considerate le attribuzioni al padre o al fratello, lasciando perciò la sua arte, in buona parte dimenticata.

 

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