Sofonisba Anguissola - Autoritrattoù  Sofonisba Anguissola nacque a Cremona il 2 febbraio 1532 da famiglia nobiliare piacentina, figlia di Amilcare Anguissola e Bianca Ponzoni. Ella fu una delle artiste più in auge del rinascimento e rappresentò l’arte italiana in Europa.

Sofonisba era la prima dei sette figli degli Anguissola, una famiglia dallo spiccato senso artistico infatti anche quattro delle sue sorelle si dedicarono alla pittura e suo fratello divenne musicista. Una famiglia colta e dedita a svariate forma d’arte perciò.

Sofonisba Anguissola - Bambino morso da granchio
Sofonisba Anguissola – Web Gallery of Art:   Image  Info about artwork, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15493226

Lo spiccato talento di Sofonisba si distinse dagli altri e fece il suo praticantato nella bottega di Bernardino Campi che la influenzò soprattutto per quanto riguarda lo stile nella ritrattistica. Non solo, la giovane frequentò le corti dell’epoca e conobbe molti importanti artisti suoi contemporanei, lo stesso Vasari parla di lei, ritenendo i suoi ritratti «tanto ben fatti che pare che spirino e siano vivissimi» e Michelangelo elogiò il suo talento.

La sua fama raggiunse la Spagna, nel 1559 Sofonisba lavorò come ritrattista alla corte di Filippo II e fu la dama di corte della regina Elisabetta, sua protettrice. Invano FIlippo II cercò di maritarla con un nobile spagnolo, la caparbietà dell’artista sfidò anche il sovrano preferendo un marito italiano ad uno spagnolo. Frequentò la corte spagnola fino alla morte della regina nel 1568, ritornò poi in Italia, più precisamente in Sicilia, dove si sposò con il nobile Fabrizio Moncada e continuò ad esercitare la sua arte effettuando importanti commissioni. Autoritratto con Bernardino Campi - Sofonisba Anguissola

Nel 1578, un grave lutto la colpì, il marito morì in mare a seguito di un attacco di pirateria durante una delle visite alle corte di Spagna e Sofonisba decise si trasferirsi in Liguria, visse li per un breve periodo, circa un anno, e convogliò a nuove nozze. Ritornò poi al sud, a Palermo, dove lei continuò a dipingere nonostante i gravi problemi alla vista che la costrinsero poi a fermarsi definitivamente. Raggiunse una fama incredibile, lo stesso artista Antoon van Dyck, che le successe come ritrattista alla corte spagnola, la elogiò professando la sua ammirazione per l’artista di cui disse:

«ho ricevuto maggiori lumi da una donna cieca che dallo studiare le opere dei più insigni maestri».

Riuscì ad incontrarla in una occasione e poté anche ritrarla, proprio un anno prima della sua morte.

Sofonisba  infatti morì il 16 novembre 1625 e venne sepolta nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo dove ancora riposa.

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Sofonisba Anguissola – Poster.us.com, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=22040095

La straordinarietà della vita di questa artista che riuscì a vincere i pregiudizi e ad elevarsi ad un livello superiore a quello dei suoi coetanei artisti uomini è senza senza dubbio incredibile. Ciò dimostra come all’epoca ci siano state possibilità per le giovani di affermarsi e realizzarsi.

Non solo il suo stile e la sua abilità hanno contribuito alla sua affermazione, ma anche una famiglia di larghe vedute che non la ostacolò mai ma anzi, incoraggiò tutti i figli a studiare e realizzarsi. Ciò non significa che non ci siano stati dei limiti, a Sofonisba fu vietato lo studio della matematica, della prospettiva e della geometria, ritenuti studi maschili, ma nonostante ciò, divenne una delle ritrattiste più in voga e ricercate dalle famiglie nobiliari dell’epoca.

 

 

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