Quando si parla di secolo d’oro olandese, ci si riferisce a quel lasso di tempo nella storia del Paesi Bassi che corrisponde al XVII secolo, durante il quale scienza, cultura, commercio olandesi erano tra le più acclamate al mondo.

Dal punto di vista artistico ritroviamo alcune tendenze presenti in tutta europa come la ricerca del naturalismo e generi pittorici come la natura morta, la pittura paesaggistica e la pittura di genere. Molti ricchi olandesi commissionavano quadri e divennero collezionisti d’arte e soprattutto si scopre come in questo periodo e in questo territorio l’influenza della chiesa come mecenate fosse pressoché nulla riscontrando così una gran produzione di scene di vita quotidiana a soggetto non religioso.

Pensando ai pittori olandesi di questo periodo così rigoglioso, vengono subito in mente Rembrandt, Ruisdael, Vermeer, ma oggi, ci concentreremo sul ruolo chiave delle donne artiste olandesi, parlando per la precisione, di tre protagoniste di questo secolo, artiste famosissime e ambite all’epoca che, che si concentrarono soprattutto sulla still life, la natura morta quindi, raggiungendo risultati sorprendenti.Mesa_(Clara_Peeters)

La prima artista che andiamo a conoscere è Clara Peeters, una delle pittrici fiamminga che fece da apripista allo sviluppo della natura morta. Abbiamo pochissimi dettagli della sua vita, non si riesce a ricollocarla negli archivi dell’epoca a causa del nome e cognome molto comune e non risulta alcuna iscrizione alla corporazione degli artisti delle città olandesi. L’ipotesi più affermata è che nacque nel 1594 nei pressi di Anversa e sicuramente ricevette i primi insegnamenti da un maestro anche se non si hanno molte tracce al riguardo. Il suo stile pittorico richiama quello della città di Antwerp. La sua prima opera conosciuta è datata nel 1608, quando ancora aveva 14 anni e sappiamo che firmò ben 31 tele. Ella fu tra i primissimi pittori a rappresentare nature morte e fiori e nei suoi quadri possiamo trovare particolari interessanti come la raffigurazione del cibo, le tipiche colazioni o pranzi olandesi, posate ornate e raffigurazioni molto realistiche di pesci e frutti di mare. Lavorò molto sull’effetto della luce sugli oggetti metallici come monete, posate o coppe. Dopo il 1620 la sua tavolozza di colori divenne più monocromatica e spenta. Non si sa se avesse dei protettori ma visto il successo che ebbe all’epoca e analizzando le sue opere, si suppone che abbia lavorato soprattutto per ricchi committenti. Molto difficile definire la sua data di morte ed esistono varie scuole di pensiero che collocano la data dopo il 1621 o 1659 o 1676.

Ben più nota è la vita di Maria van Oosterwijck, nata a Nootdorp (sud Olanda) nell’agosto del 1630. Le sue rappresentazioni floreali divennero tra le più ambite e ricercate. Iniziò a studiare con il pittore  Jan Davidsz de Heem e con lui iniziò le prime rappresentazioni di fiori. Quando il suo insegnante si trasferì, ella ebbe un gran business Still_Life_with_Flowers,_Insects_and_a_Shell,_Oosterwijcknella città e successivamente si trasferì ad Amsterdam dove aprì un suo studio. Era una grande imprenditrice ed ebbe tra i suoi committenti e protettori  Luigi XIV, Leopoldo I, William III di Inghilterra e vendette tre tele al re di Polonia. Nonostante la sua fama e abilità, essendo donna non venne inserita nella corporazione di pittori riscontrando che, nonostante tutto, l’essere donna era un vincolo per l’epoca. Ella però ebbe grande fortuna, anche più di altri suoi colleghi uomini e dedicò la sua vita alla sua arte decidendo di non sposarsi e quindi di non essere madre e moglie ma artista affermata, professionista ed imprenditrice, scelta che differisce da molte altre sue colleghe. Il suo ultimo dipinto conosciuto risale al 1689, una natura morta realizzata per la collezione reale della regina Anna d’Inghilterra. Morì il 12 novembre 1693.

 

La terza e ultima artista che incontreremo oggi è invece Rachel Ruysch, più giovane delle sue sopracitate colleghe e ben più nota al grande pubblico per la sua perfezione nella realizzazione di fiori e rappresentazioni still life davvero Fiori - Rachel Ruyschdettagliate e realistiche. Nata a L’Aia, a tre anni si trasferì ad Amsterdam perchè il padre ricevette l’incarico di professore li. Suo padre Frederik Ruysch era un famoso botanico e Rachel lo aiutava con la sua collezione botanica. A quindici anni iniziò a studiare a Deft come apprendista del noto pittore di fiori Willem van Aelst e nel 1693 si sposò con il ritrattista Juriaen Pool con il quale ebbe dieci figli. Della sua vita sappiamo molto e sappiamo anche che nel 1699 entra far parte della confraternita di pittori de L’Aia e all’inizio del ‘700 entrò anche nella loro corporazione. Lavorò alla corte di Düsseldorf e il suo mecenate, l’Elettore Palatino, inviò un suo quadro anche a Cosimo de Medici, ora nella collezione degli Uffizi insieme a suoi altri dipinti. Ella lavorò per molti ricchi ed importanti committenti per tutta la sua vita, conciliando il lavoro di madre con la professione di artista. Morì all’età di 85 anni e lavorò sino ai suoi ultimi giorni di vita confermandosi tra le più importanti e celebrate artiste dell’epoca.

Tantissime altre artiste hanno lavorato in Olanda nel XVII secolo, queste tre artiste sono solo un sostanzioso assaggio che la storia dell’arte olandese ci ha lasciato e confermano uno stile e una cura nei dettagli davvero formidabile, un occhio attento e un tratto preciso e delicato.

Si dice che alle donne piaccia riceve fiori, beh, queste artiste hanno deciso di regalarsi da sole i fiori più belli mai visti e renderli in tutto e per tutto delle vere opere d’arte.

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