Angelica_Kauffmann_autoritratto
Angelika Kauffmann – The Yorck Project: 10.000 Meisterwerke der Malerei. DVD-ROM, 2002. ISBN 3936122202. Distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=153363

Maria Anna Catherina Angelika Kauffmann, meglio nota come solo Angelika Kaufmann fu una delle artiste settecentesche più rinomate, specializzata in ritratti e scene storiche, il suo stile evidenzia la chiara influenza neoclassicista del momento unita ad una grazia e una dolcezza nei lineamenti e nei particolari unica nel suo genere.

Artista devota alla sua arte, nacque il 30 ottobre 1741 a Coira in Svizzera. Grazie al padre, pittore di talento, imparò l’arte del disegno e della pittura e grazie alla madre ricevette un’ottima istruzione apprendendo le lingue, la letteratura, la musica e il canto, acquisendo tutte le doti di una fanciulla dabbene.

Il padre era orgoglioso della giovane figlia così talentuosa e la portò con se in molti suoi viaggi, tra cui  in Italia, patria amata da Angelika. Viaggiò in tutte le principali città italiane mete artistiche e culturali. A soli 11 anni, a Como, eseguì la sua prima opera su commissione, ritraendo il vescovo di Como.

Apprese l’arte soprattutto frequentando le gallerie e copiando le opere esposte. A Firenze ottenne il diploma dell’Accademia delle Belle Arti. Frequentò gli ambienti artistici di  Roma e Napoli, conobbe le personalità di spicco dell’epoca ed iniziò a maturare la sua predilezione per i soggetti storici e mitologici che richiamano lo stile classico: Il Nudo virile, Penelope al telaio e Bacco e Arianna sono solo alcuni esempi.

Con il padre soggiornò anche in Inghilterra, convinta dalla moglie dell’ambasciatore inglese Murray. Nel 1766, passando per Parigi, si trasferì per un breve periodo a Londra dove ritrasse le personalità illustri aristocratiche del momento. In Inghilterra, assieme a Mary Moser, fu l’unica fondatrice donna su 34 membri della Royal Academy of Arts.

Aveva successo, amicizie importanti, un padre che la stimava e adorava, ciò che mancava ad Angelika era un amore puro e sincero che purtroppo non riuscì mai ad ottenere. Dopo un matrimonio con lo svedese de Horn, rivelatosi un truffatore, Angelika fu molto scossa ma il padre riteneva che dovesse essere affiancata ad un uomo e una volta ottenuto il divorzio, si sposò con il pittore veneziano Antonio Zucchi. Non era amore passionale ma piuttosto una grande stima e ammirazione reciproca.penelope al telaio_1764_angelikakauffmann

Nel 1781, abbiamo diversi cambiamenti, la coppia ritorna in Italia e nell’inverno il padre muore. Angelika fu tremendamente scossa dalla morte del padre ma il sostegno del marito e la sua arte la fecero andare avanti. Si trasferirono a Roma, in via Sistina dove lei aprì il suo atelier che divenne meta ambita di tutti gli appassionati durante il Grand Tour. Artisti e non passarono a farle visita, tra cui Canova che la stimò tantissimo e Goethe di cui Angelika si innamorò anche se non venne corrisposta. Questo fu un periodo florido per l’arte della Kauffmann, riuscì a mantenere la committenza europea ed ottenne commissioni anche in Italia tra ci l’affresco della cappella del santuario di Loreto.

Nel 1795 il marito Antonio morì, un durissimo colpo per l’artista che sprofondò in uno stato psicofisico allarmante. Spossata, depressa, le restava solo l’arte a cui dedicò tutta se stessa con opere sempre straordinarie. Il 5 novembre 1807, sopraggiunse la morte a causa di un grave dolore al petto che la attanagliava da anni. Probabilmente quell’arte che tanto amava fu anche la sua condanna, inalando e toccando i veleni della sua tavolozza.

angelika-kauffmann-ritratto-di-giovane-donna-come-vergine-vestaleIl funerale fu un evento, tantissime personalità accorsero alla celebrazione, Canova e i direttori dell’Accademia di Francia e San Luca primi tra tutti. Ottenne il diritto di esser sepolta al Pantheon ma ella anni prima aveva imposto di essere sepolta vicino a suo marito, l’uomo che le fu accanto nei momenti difficili. Un suo busto venne comunque collocato nel pantheon in segno di rispetto e riconoscenza ad una grandissima artista illustre che tanto donò alla storia.

Il suo retaggio è tuttora fenomenale, le sue opere sono presenti nelle gallerie più importanti d’Europa, il suo stile divenne unico: l’abilità nel unire neoclassicismo e romanticismo, scene classiche e dettagli attuali, una ricercatezza e una grazia che rende il tratto di Angelika inconfondibile.

Una donna che non riuscì mai a conoscere appieno le gioie dell’amore ma che dedico tutta la sua vita all’arte, forse proprio il suo più grande amore, trasmettendo tutta se stessa in quei quadri ricchi di bellezza.

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