Ana Mendieta: sangue e natura

Ana Mendieta tree of life 1977
Ana Mendieta tree of life 1977

Ci lasciava l’8 settembre 1985 Ana Mendieta, artista e performer tra l’America Latina e gli Stati Uniti, fautrice di un’arte forte violenta e controversa come la sua stessa morte, cadendo dal 34esimo piano del suo appartamento dove viveva con il compagno, artista anche lui.

Ella lasciò una grandissima eredità al mondo dell’arte, realizzando performance uniche e di un impatto visivo sconvolgente, denunce e riflessioni fatte con la terra e con il sangue.

Ana Mendieta nacque il 18 novembre 1948 all’Avana a Cuba, in un periodo di grande fermento politico che la portarono fin da piccolina, a fuggire con la famiglia dal regime di Fidel Castro. A 14 anni venne inserita nel progetto Peter Pan insieme alla sorella minore e vennero portate negli Stati Uniti, uno sradicamento che segnò la vita della giovane futura artista e che si porterà in tutte le sue opere. Il trasferimento da un campo profughi all’altro e negli orfanotrofi fu davvero duro ma nel 1966 poté finalmente ricongiungersi con la famiglia.

Frequentò l’università dell’Iowa in cui studiò arte e decise di specializzarsi nelle performance. I suoi lavori che possono essere definiti di richiamo al femminismo, parlano di violenza, vita, morte, in tutto in relazione alla natura e ai quattro elementi. Per lei era molto importante creare una corrispondenza spirituale e fisica tra il suo corpo e la terra, lasciando fisicamente le tracce del suo corpo nel fango, nella sabbia, nell’erba, creando una sorta di connessione tra il corpo femminile e la madre terra, come lei stessa spiega:

Ana Mendieta: sangue e natura
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face

I have been carrying out a dialogue between the landscape and the female body (based on my own silhouette). I believe this has been a direct result of my having been torn from my homeland (Cuba) during my adolescence. I am overwhelmed by the feeling of having been cast from the womb (nature). My art is the way I re-establish the bonds that unite me to the universe. It is a return to the maternal source.

Il suo ritorno a Cuba e i suoi viaggi in Messico la influenzarono nella realizzazione delle Siluetas, una serie di “heart-body” sculture realizzate tra il 1973 e il 1980 in cui il corpo dell’artista interagisce con la terra in una fusione tra i generi della land-art e della body-art. Performance artistiche che richiamano i rituali della santeria, dei lavori che hanno qualcosa di mistico, quasi fossero un rituale magico che Mendieta realizza a stretto contatto con la natura.

Ana-Mendieta-Untitled-Body-Tracks-1974
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Di grande impatto visivo sono anche le Body Tracks del 1982, dei segni, delle tracce che Mendieta genera con il suo corpo sulla tela bianca. Delle tracce di sangue vermiglio sul bianco, un’opera estremamente violenta, di denuncia e riflessione alla stregua di un’altra sua performance Untitled (Rape Performance) in cui si fa trovare dagli studenti e professori della sua università nuda, riversa sul tavolo legata e sanguinante a denuncia di uno stupro di una ragazza proprio nella sua università. Ma non solo, Mendietà lavorò anche con sculture (soprattutto nel periodo romano) e film, fece numerosissime esposizioni vincendo anche svariati premi. Nel 1978, si unì all’Artists In Residence Inc (A.I.R. Gallery) di New York, la prima galleria dedicate alle artiste e si occupò molto della causa artistica delle donne. Le sue opere sono divise tra le gallerie di arte contemporanea più prestigiose del mondo.

L’8 settembre 1985 cadde dal 34esimo piano della sua casa dove viveva insieme al compagno Carl Andre, nel Greenwich Village, 300 mercer street. I vicini dissero che poco prima avevano sentito la coppia litigare ma non ci fu alcun testimone oculare. Alla chiamata del 911 fatta dal compagno egli disse:

“My wife is an artist, and I’m an artist, and we had a quarrel about the fact that I was more, eh, exposed to the public than she was. And she went to the bedroom, and I went after her, and she went out the window.”

Un litigio tra due artisti, dissapori che da quel che si diceva, furono molti a causa delle loro idee artistiche.

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ana mendieta – earth work 2

Andre venne accusato della morte della moglie e portato al processo che durò ben tre anni e si concluse con la sua non colpevolezza, venne scagionato dalle accuse e la morte della Mendieta venne etichettata come un incidente o suicidio.

Non è difficile da comprendere la reazione dei gruppi femministi che continuano a protestare per una morte così controversa. Anche nel 2015 un gruppo del No Wave Performance Task Force insieme a gruppi femministi, protestarono alla retrospettiva di Andre creando delle siluetas nella neve.

Nonostante la prematura scomparsa, il ricordo di Ana Mendieta è ancora più vivo che mai.

 

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