Questo articolo lo potete trovare anche sul magazine con cui collaboro, artspecialday.com

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http://www.lebonmarche.com/evenements/chiharu-shiota.html Crédits photo : Gabriel de la Chapelle

Where are we going? è la nuovissima monumentale installazione dell’artista giapponese Chiharu Shiota, uno spettacolare intreccio di fili che vestono l’atrio de “Le Bon Marché”, il centro commerciale più antico di Parigi trasformato in un centro del lusso da Louis Vuitton.

A vederlo sembra un grandissimo dipinto tridimensionale, i fili che compongono l’installazione sembrano tracciati col pastello dall’artista, creando una nuova veste nell’atrio di questo tempio del lusso.

I fili bianchi di Shiota, intrecciati tutti a mano da lei e dal suo staff, rappresentano una grande onda bianca solcata da 150 barche realizzate quasi a grandezza naturale, anch’esse di tessuto bianco, che si avviano verso un altrove indefinito. Qui il senso di Where are we going? una complessa ed intricata domanda come i fili bianchi di Shiota, una trama che racconta il senso stesso della vita: siamo pronti a partire ma non sappiamo dove il nostro viaggio ci porterà, l’incertezza del domani.

“Il titolo rinvia all’incertezza del viaggio che è la nostra vita”

Sembra un’operazione quasi impossibile da realizzare ma Chiharu Shiota ha tessuto all’interno del centro commerciale anche un tunnel di fili bianchi, un’opera che si conferma carica di tensione poetica ed esistenziale. Ciò che caratterizza le opere di questa particolare artista è il senso di indefinitezza, i suoi fili si estendono e coinvolgono tutto l’ambiente senza mai finire, Where are we going? trasmette proprio questa indefinitezza della tematica trasmessa, un fitto dialogo tra riflessione individuale e pensiero collettivo che si concretizza in un monumentale intreccio di tessuto, ad unire

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In Silence, 2008 Lana nera, pianoforte bruciato / Black wool, burnt grand piano Centre PasquArt, Biel © 2012 Chiharu Shiota. All rights reserved Photo by Sunhi Mang http://www.strozzina.org/artists/chiharu-shiota/

le lezioni di design, la tradizione giapponese e la personalità dell’artista stessa.

Chiharu Shiota è nota per le sue installazioni in cui i fili di tessuto avvolgono e quasi parassitizzano gli oggetti e lo spazio circostante come la tela di un ragno, connettono
gli oggetti con l’ambiente e con le persone con un esito incredibilmente scenografico in cui il pubblico contempla ed interagisce con il nuovo spazio creato dall’artista.

“La creazione con i fili è una trasposizione dei miei sentimenti mentre lavoro”.

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http://www.lebonmarche.com/evenements/chiharu-shiota.html Crédits photo : Gabriel de la Chapelle

Chiharu Shiota, classe 1972, è nata in Giappone, ad Osaka. I primi studi li ha svolti alla Kyoto Seika University, poi la decisione di andare all’estero per avere una vera e propria formazione internazionale, studiò in Australia e in Germania dove ora vive e lavora, ma ha svolto anche la professione di insegnante sia a Kyoto che al California College of the Arts.

Le sue performance coniugano la tradizione del calligrafismo giapponese con le lezioni impartitele da Marina Abramovic, di cui è stata allieva, lavorando sulla concentrazione e meditazione prima di compiere l’atto artistico, per poter poi realizzare qualcosa all’apparenza semplice, ma colmo di significato.

http://www.art-vibes.com/art/chiharu-shiota-the-key-in-the-hand/
http://www.art-vibes.com/art/chiharu-shiota-the-key-in-the-hand/

Ha svolto mostre monografiche e collettive in tutto il mondo, in Italia ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2015, vincendo anche il Leone d’Oro per la sua installazione “The key in the hand”.

La sua installazione a Le Bon Marché sarà visitabile fino al 18 febbraio.

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