La rivoluzione di Mary Cassatt

Mary Stevenson Cassatt nata a Pittsburgh il 22 maggio 1844, fu tra le più importanti artiste del panorama internazionale. Statunitense e di famiglia benestante, Mary viaggiò moltissimo e trascorse anni a visitare le capitali europee.

La famiglia non apprezzò mai la sua scelta di studiare arte, nemmeno quando a quindici anni si iscrisse alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts. Il padre dichiarò che:

“preferirei piuttosto vedere morta mia figlia che vederla vivere all’estero come una bohémien”.

Lo scarso aiuto da parte della famiglia e la difficoltà iniziale ad affermarsi, scoraggiò un po’ Mary Cassatt ma non si diede mai vinta del tutto e cercò sempre di imparare, reinventarsi e proporre i suoi quadri.

Mary Cassatt, Tea (1880) – http://www.mfa.org/collections/object/the-tea-32829, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29658888

Nel 1866 trascorre un breve periodo a Parigi, città degli artisti per antonomasia e sua città amata e prende lezioni private. Riesce ad esporre al Salon ma la frustrazione è crescente e intorno al ’70 torna negli Stati Uniti dove riesce ad avere un primo pubblico per le sue opere. Il grande colpo che non la fece demordere fu la commissione dell’arcivescovo di Pittusburgh per la copia di due opere del Correggio presenti a Parma. Mary era entusiasta di viaggiare in Italia e a Parma la accolgono con tanto calore.

I tempi migliorano, nel 1871 il Salon accetta di esporre una sua opera e trova subito un acquirente. Viaggia in Spagna, poi nel 1874 decide di stabilirsi permanetemene in Francia. La sua critica verso l’eccessiva tradizionalità dei Salon e del trattamento che ricevono le donne artiste, porta a distaccarsi dall’istituzione per avvicinarsi agli ambienti rivoluzionari dell’impressionismo grazie alla conoscenza e amicizia con Degas.

https://en.wikipedia.org/wiki/Mary_Cassatt#/media/File:Mary_Cassatt_

Inizia ad esporre con loro ed è affascinata dal loro stile pittorico nonché influenzata da questa nuova arte d’avanguardia. Inizia a realizzare alcune delle sue opere più evocative come Ritratto dell’artista (autoritratto), Bimba su una poltrona blu e Leggendo le Figaro(ritratto di sua madre) ma le entrate sono ancora poche. I suoi quadri si fanno largo piano piano tra il grande pubblico, espone, si fa vedere e riceve critiche anche molto positive. Espone a New York e sul finire dell’800 rivoluzione il suo stile pittorico distaccandosi dall’impressionismo per approcciare nuove tecniche. L’ultimo decennio dell’800 è il periodo più ricco, si distingue per le sue scene di quotidianità, rappresentando il rapporto madre-figlio, l’intimità domestica.

La sua presenza è rilevante sia tra gli artisti che tra i collezionisti, diventa d’ispirazione a molte giovani artiste, la sua esperienza è rimarchevole ma la sua abilità tarda ad essere riconosciuta sia dal pubblico che dalla famiglia che la eclissa a favore del successo del fratello, presidente delle ferrovie della Pennsylvania.

Mary Cassatt, Maternité (1890), pastel Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=185184

Viaggiò e dipinse per tutta la sua vita. Nel 1911 si ammala di diabete, reumatismi, nevralgia e cataratta: inizialmente non ci fa caso e continua a lavorare ma verso il 1914 è costretta a fermarsi, sta per diventare cieca. Nonostante il suo fisico debole, il suo spirito è ancora combattivo e abbraccia la causa del voto alle donne, realizzando 18 opere per supportare il movimento. Morì il 14 giugno 1926 a Château de Beaufresne vicino a Parigi e vene sepolta nella tomba i famiglia. La Francia già nel 1904 la insignì della Legion d’Onore per il suo grande contributo all’arte.

Certo è una donna da ammirare, la sua carriera non fu mai stellare ma la sua vita di sicuro si. Lottò molto nonostante le difficoltà e il mancato appoggio della famiglia, soprattutto del padre.

Non si diede mai per vinta e riuscì ad essere un’artista ed esperta d’arte per tutto l’800 e i primi anni del ‘900.

 

Annunci